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AIDA Informazioni
ISSN 1121-0095, trimestrale
anno 20, numero 2-3, aprile-settembre 2002

In-formazione. Competenze & professioni emergenti
La certificazione in àmbito archivistico: prime esperienze dell'Associazione Nazionale Archivistica Italiana
Lucia Nardi <lucia@kemeia.com>
ANAI - Associazione Nazionale Archivistica Italiana, Roma <www.anai.org>
L'Associazione Nazionale Archivistica Italiana (50 anni di attività, oltre 1.000 associati in tutta Italia) ha tra gli scopi statutari quello di tutelare e promuovere la professione archivistica. Proprio per questo, soprattutto negli ultimi anni, ha svolto una serie di interventi finalizzati a diffondere la conoscenza della professione, con la volontà di arrivare ad un suo pieno riconoscimento.

La politica che l'ANAI ha perseguito fin dalla sua fondazione ha conosciuto un'ulteriore accelerazione a partire dagli anni Novanta, quando il numero degli addetti "esterni" professionisti, società, cooperative ha raggiunto livelli significativi. Ora più di prima, infatti, il mondo della libera professione necessita di un sistema di regole certificatorie che possa rappresentare, tra l'altro, un punto di riferimento per i committenti.

Da alcuni anni, infatti, il mercato del lavoro archivistico ha attratto soggetti che, per formazione ed esperienza, non possono dare alcun tipo di garanzia sulla qualità e scientificità della prestazione fornita. Questi interventi producono effetti negativi sull'immagine della professione e tendono a ridimensionare, talvolta in maniera anche consistente, un sistema tariffario che si presenta fortemente deregolamentato.

Alla luce di queste considerazioni l'Associazione ha deciso di avviare un percorso, di studio in un primo momento e poi di applicazione, che dovrà giungere nel corso del prossimo anno a fornire indicazioni puntuali sul percorso formativo, lavorativo e sull'insieme di competenze che l'archivista dovrà possedere per svolgere in modo corretto questa professione.

La scelta dell'ANAI, di muoversi in questa direzione, è nata anche dalla consapevolezza che, dopo il disegno di legge Fassino presentato alla fine della scorsa legislatura e mai discusso, il Governo non ha mostrato alcun interesse verso la regolamentazione delle professioni intellettuali, che pure riuniscono un numero consistente di addetti.

Il "Gruppo di lavoro sulla certificazione" è stato costituito a Bologna l'11 ottobre dello scorso anno, in occasione di un incontro nazionale tra liberi professionisti operanti nel settore archivistico; finalità dell'incontro era programmare un percorso utile a promuovere il riconoscimento della professione e definire un sistema, interno all'Associazione, atto ad individuare in maniera certa i "professionisti" forniti dei requisiti necessari all'esercizio scientificamente corretto della professione.

La consapevolezza della mancanza di interesse da parte del Governo su questi temi ha dunque spinto i liberi professionisti a dar vita a due Gruppi di lavoro: uno sulla certificazione - con l'obiettivo di mettere a punto un sistema per individuare i requisiti necessari al corretto esercizio della professione, l'altro sulle tariffe - finalizzato a censire su base regionale il sistema tariffario, per poi progettarne e proporne uno unico, condivisibile a livello nazionale. I due Gruppi di lavoro, costituiti ognuno da circa 15 componenti, hanno immediatamente avviato la propria attività.

In particolare, quello sulla certificazione ha deciso di dedicare la prima parte del proprio lavoro ad una ricognizione dei sistemi di certificazione del lavoro archivistico in uso all'estero. Le ricerche, condotte tramite Internet, hanno individuato alcuni interessanti esperimenti (in particolare, quelli americano, francese e spagnolo), che sono stati studiati in maniera analitica, schedati e pubblicati sul sito dell'Associazione, al link "Gruppi di lavoro - Certificazione archivistica".

Contemporaneamente, altri elementi del Gruppo prendevano in esame i diversi disegni di legge attualmente esistenti sul tema della regolamentazione delle professioni intellettuali; anche questa documentazione è stata schedata in maniera analitica e messa a disposizione sul sito.

Il monitoraggio dell'attività normativa serve all'Associazione, oltre che per avere una conoscenza diretta e immediata della situazione, anche per capire il momento e gli eventuali referenti per avviare interventi ad hoc. Proprio alla fine della scorsa legislatura, infatti, quando il disegno di legge Fassino sembrava poter avere un esito, l'Associazione ebbe modo di discutere con il Ministro Giovanna Melandri della possibilità che le professioni esercitate sui beni culturali - in quanto beni tutelati dalla Costituzione - avessero un riconoscimento particolare. In quell'occasione il Ministro (ma anche la senatrice Maria Grazia Siliquini, oggi sottosegretario al Ministero dell'Istruzione, da sempre persona impegnata a seguire la questione del riconoscimento delle professioni) aveva espresso un parere di massima favorevole.

Da un lato, dunque, il censimento delle più significative esperienze internazionali; dall'altro il monitoraggio dell'attività legislativa nazionale.

Conclusa questa prima fase di ricognizione, dalla quale è emerso un sostanziale allineamento dei partecipanti ai lavori con le scelte fatte dall'Associazione francese dei documentalisti e professionisti dell'informazione, il Gruppo di lavoro si è nuovamente riunito a Bologna per discutere delle attività future. In quell'occasione è stato riconfermato il sottogruppo sulla normativa e sono stati creati due nuovi sottogruppi: uno con il cómpito di studiare l'offerta formativa a livello nazionale (sia universitaria che privata) attraverso un'attività di censimento che non entri però nel merito della qualità dell'offerta, ma dia conto solamente dei contenuti archivistici; il secondo (che lavora in stretto contatto con il Gruppo di lavoro sulle tariffe) con la finalità di costruire una griglia con le tipologie degli interventi archivistici.

L'archivista "certificato" dovrà infatti dimostrare che, oltre ad aver seguito un percorso formativo completo, ha acquisito esperienza di tipo specialistico. L'individuazione dei diversi lavori che possono essere effettuati in archivio (dal censimento alla schedatura, dalla progettazione di un titolario alla redazione di un massimario, dall'ordinamento alla creazione di un sistema di gestione di flussi documentari) dovrà quindi servire a ricostruire il complesso di competenze proprie del bagaglio dell'archivista professionista.

Per il mese di settembre è previsto un altro incontro, che permetterà ai partecipanti al Gruppo di lavoro di mettere a disposizione i materiali raccolti ed elaborati: le informazioni acquisite e registrate disegneranno così un panorama piuttosto dettagliato della professione archivistica. Tale incontro rappresenterà un primo punto di arrivo, a partire dal quale sarà poi possibile avviare il lavoro di individuazione delle competenze specifiche richieste al professionista degli archivi. La delicatezza e l'importanza di questo passaggio richiederà certamente anche la programmazione di incontri con esponenti autorevoli del mondo archivistico nazionale.


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