Petrucciani, Alberto Ancora su Google e la giungla digitale: altri misteri, novità e tendenze. AIB studi, 2012, vol. 52, n. 2. [Journal article (Paginated)]
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Text
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English abstract
The "digital jungle" always reserves surprises, shifts and new trends. An important phenomenon requiring more attention is the so-called copyfraud, i.e. practices intended to defraud the public of the free use of materials in the public domain. In Google Books, e.g., a very large number of books and journals out of copyright are no more freely downloadable because they are "covered" by recent facsimile publications, offered by print-on-demand. Other limitations are applied by Google Books to Italian (and European) users, denying access to public domain publications from about 1865 up to 1922 (or, in some cases, to 1908). At every step it becomes more evident that the illusions about a sort of "Santa Claus" digital library were misplaced and that we must work, as soon as possible, for public digital library services, that will never come from Google. The changes being made by Google show a shift from information retrieval to the sale of digital entertainment (Google Play) and the production of devices (smartphones, and probably tablets). These trends are common to other corporations (Apple, Facebook). While big corporations shift towards the production and sale of toys for grown-ups and products of mass entertainment, the responsibility for public digital library services returns to libraries and their cooperation, with projects like the Digital Public Library of America.
Italian abstract
La giungla del digitale riserva sempre nuove sorprese, movimenti che è bene conoscere e tendenze su cui riflettere. Un fenomeno a cui si dovrebbe dedicare maggiore attenzione è quello che va sotto il nome di copyfraud, ossia le manovre finalizzate a defraudare il pubblico della possibilità di utilizzare liberamente il materiale di dominio pubblico. In Google Books, per esempio, moltissimi libri e riviste fuori copyright non sono più scaricabili liberamente perché "coperti" da recenti "edizioni" facsimilari, offerte con il print-on-demand. Un altro fenomeno che non è in genere conosciuto è quello delle limitazioni che Google Books applica a chi interroga dall'Italia (o da altri paesi europei) rispetto agli utilizzatori americani. Libri e riviste italiani, in particolare, sono in genere visualizzabili a testo completo dall'Italia fino al 1865 circa, mentre dagli Stati Uniti è possibile scaricare anche le pubblicazioni edite fino al 1922 (o, in alcuni casi, al 1908). La limitazione può essere aggirata usufruendo di un servizio proxy, che permette anche una maggiore utilizzazione dei servizi di HathiTrust. Diventa quindi a ogni passo più evidente che le speranze in una sorta di "Babbo Natale" della biblioteca digitale erano illusioni mal riposte, e che dobbiamo adoperarci al più presto possibile per servizi di biblioteca digitale pubblici e credibili, che non potranno mai venire da Google. I movimenti in corso da parte di Google mostrano uno spostamento dalla ricerca dell'informazione verso la vendita di prodotti digitali di consumo e di intrattenimento (Google Play) e l'ingresso nel settore della produzione di apparecchi (telefoni cellulari e probabilmente, in futuro, tablets). La tendenza è comune ad altre corporation (Apple, Facebook). Mentre le grandi corporation si indirizzano verso la produzione e vendita di giocattoli per adulti e prodotti di intrattenimento di massa, la responsabilità di realizzare servizi di biblioteca digitale per tutti torna alle biblioteche e alla cooperazione, con progetti come la Digital Public Library of America.
Italian abstract
La giungla del digitale riserva sempre nuove sorprese, movimenti che è bene conoscere e tendenze su cui riflettere. Un fenomeno a cui si dovrebbe dedicare maggiore attenzione è quello che va sotto il nome di copyfraud, ossia le manovre finalizzate a defraudare il pubblico della possibilità di utilizzare liberamente il materiale di dominio pubblico. In Google Books, per esempio, moltissimi libri e riviste fuori copyright non sono più scaricabili liberamente perché "coperti" da recenti "edizioni" facsimilari, offerte con il print-on-demand.Un altro fenomeno che non è in genere conosciuto è quello delle limitazioni che Google Books applica a chi interroga dall'Italia (o da altri paesi europei) rispetto agli utilizzatori americani. Libri e riviste italiani, in particolare, sono in genere visualizzabili a testo completo dall'Italia fino al 1865 circa, mentre dagli Stati Uniti è possibile scaricare anche le pubblicazioni edite fino al 1922 (o, in alcuni casi, al 1908). La limitazione può essere aggirata usufruendo di un servizio proxy, che permette anche una maggiore utilizzazione dei servizi di HathiTrust.Diventa quindi a ogni passo più evidente che le speranze in una sorta di "Babbo Natale" della biblioteca digitale erano illusioni mal riposte, e che dobbiamo adoperarci al più presto possibile per servizi di biblioteca digitale pubblici e credibili, che non potranno mai venire da Google.I movimenti in corso da parte di Google mostrano uno spostamento dalla ricerca dell'informazione verso la vendita di prodotti digitali di consumo e di intrattenimento (Google Play) e l'ingresso nel settore della produzione di apparecchi (telefoni cellulari e probabilmente, in futuro, tablets). La tendenza è comune ad altre corporation (Apple, Facebook).Mentre le grandi corporation si indirizzano verso la produzione e vendita di giocattoli per adulti e prodotti di intrattenimento di massa, la responsabilità di realizzare servizi di biblioteca digitale per tutti torna alle biblioteche e alla cooperazione, con progetti come la Digital Public Library of America.
| Item type: | Journal article (Paginated) |
|---|---|
| Subjects: | A. Theoretical and general aspects of libraries and information. > AA. Library and information science as a field. |
| Date deposited: | 21 Aug 2026 06:17 |
| Last modified: | 27 Aug 2026 04:33 |
| URI: | http://hdl.handle.net/10760/48000 |
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