Che ne sarà dell'impero bibliotecario?

Galluzzi, Anna Che ne sarà dell'impero bibliotecario? AIB studi, 2012, vol. 52, n. 3. [Journal article (Paginated)]

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English abstract

The article intends to critically discuss the opinions expressed by Steve Coffman in The decline and fall of the library empire, published in the April 2012 issue of the online magazine «Searcher». Coffman's paper examines the numerous attempts libraries have undertaken to assume a role in the digital revolution which has completely changed the information and knowledge environment: web directories, Library 2.0, virtual reference, intermediate searching, Internet public access and ebooks. Coffman concludes that libraries, which were the starters of many ideas now in place to access knowledge on the Web, cannot compete with private companies – richer in resources and organisational skills – in managing and implementing the digital library. Consequently, the author wonders if libraries shouldn't rather bet on their physical assets: collections, buildings and people, as this offer has no comparable service on the market.

Italian abstract

L’articolo si propone di discutere criticamente il contributo di Steve Coffman dal titolo The decline and fall of the library empire comparso sul numero di aprile 2012 della rivista online «Searcher». Tale contributo passa in rassegna i numerosi tentativi fatti dalle biblioteche per svolgere un ruolo chiave nel processo di rivoluzione digitale che ha trasformato il mondo dell’informazione e della conoscenza: le web directories, la Biblioteca 2.0, il virtual reference, la ricerca mediata nelle banche dati, l’accesso pubblico ai computer e a Internet e, infine, gli ebook. Coffman ne conclude che le biblioteche, pur essendo alle origini di molte delle specificità che caratterizzano oggi l’accesso alla conoscenza nel Web, hanno dovuto inevitabilmente cedere il passo nella gestione ed implementazione della biblioteca digitale a soggetti presenti sul mercato con ben altre risorse e capacità organizzative. Di fronte a questo, Coffman ipotizza che le biblioteche debbano forse puntare sulla loro materialità: collezioni, edifici e persone, il cui mix non è riprodotto con la stessa efficacia da nessun altro soggetto fornitore di servizi.

Italian abstract

L’articolo si propone di discutere criticamente il contributo di Steve Coffman dal titolo The decline and fall of the library empire comparso sul numero di aprile 2012 della rivista online «Searcher». Tale contributo passa in rassegna i numerosi tentativi fatti dalle biblioteche per svolgere un ruolo chiave nel processo di rivoluzione digitale che ha trasformato il mondo dell’informazione e della conoscenza: le web directories, la Biblioteca 2.0, il virtual reference, la ricerca mediata nelle banche dati, l’accesso pubblico ai computer e a Internet e, infine, gli ebook.Coffman ne conclude che le biblioteche, pur essendo alle origini di molte delle specificità che caratterizzano oggi l’accesso alla conoscenza nel Web, hanno dovuto inevitabilmente cedere il passo nella gestione ed implementazione della biblioteca digitale a soggetti presenti sul mercato con ben altre risorse e capacità organizzative.Di fronte a questo, Coffman ipotizza che le biblioteche debbano forse puntare sulla loro materialità: collezioni, edifici e persone, il cui mix non è riprodotto con la stessa efficacia da nessun altro soggetto fornitore di servizi.

Item type: Journal article (Paginated)
Subjects: A. Theoretical and general aspects of libraries and information. > AA. Library and information science as a field.
Date deposited: 21 Aug 2026 06:17
Last modified: 27 Aug 2026 04:33
URI: http://hdl.handle.net/10760/48013

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