Una storia delle biblioteche dall'interno della professione

Traniello, Paolo Una storia delle biblioteche dall'interno della professione. AIB studi, 2013, vol. 53, n. 1. [Journal article (Paginated)]

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The reviewed book – Alberto Petrucciani's Libri e libertà: biblioteche e bibliotecari nell'Italia contemporanea (Books and freedom: libraries and librarians in contemporary Italy) – includes a number of already published essays along with a few new ones. The first part is about The history of libraries: why? how? while the second part – Moments and problems – gets into the core of the library profession since the foundation, in 1930, of the Associazione dei bibliotecari italiani (Italian librarians' association). Eventually, the third part examines the figures of some historical Italian librarians. Petrucciani believes in a sort of continuity and coherence of the library profession since its birth (that he sets in the age of the Risorgimento) up to this time. Nevertheless – in the reviewer's opinion – this is a rather utopian ideal, although a charitably one now that our national consciousness seems so dismayed. Italian history (even Italian libraries' history) is not only made of discouraging political events, but of unequaled cultural prosperity as well. Still, it is also true that a a distinctive Italian feature is a serious lack of access to culture, interpreted as the ability of understanding reality. That's the reason why the following words don't sound bombastic at all, and perhaps can help us to understand the deep meaning of the title: «This book is dedicated to everyone – old and young – has fought and will fight the everlasting ball and chain of our country: illiteracy and ignorance».

Italian abstract

Il volume qui presentato (Alberto Petrucciani. Libri e libertà: biblioteche e bibliotecari nell'Italia contemporanea) contiene una raccolta di saggi in parte già pubblicati altrove, ed è articolato in tre sezioni. La prima è dedicata a La storia delle biblioteche: perché?come? La seconda entra nel vivo della storia della professione bibliotecaria a partire dalla nascita, nel 1930, dell'Associazione dei bibliotecari italiani (che due anni dopo diventerà Associazione italiana per le biblioteche). La terza infine è dedicata ad alcune personalità del mondo bibliotecario italiano. Petrucciani crede fermamente nella continuità culturale della professione bibliotecaria fin dalle sue origini (che lui colloca nel Risorgimento), tuttavia la sua è una visione fortemente marcata da quella prospettiva risorgimentale ben espressa nel famoso slogan “fatta l'Italia, bisogna fare gli italiani”. Si tratta di una visione che presenta, a parere di chi scrive, tratti alquanto utopici, anche se di un'utopia generosa a cui forse non è male far riferimento oggi, in un momento in cui la coscienza nazionale – se mai ve ne è stata una – sembra così smarrita. È vero infatti che la storia (anche bibliotecaria) italiana non è fatta solo di episodi politici umilianti, ma presenta anche una ricchezza culturale che regge a qualsivoglia confronto con il resto del mondo; tuttavia accanto a tanta ricchezza permangono gravi carenze di accesso alla cultura intesa come capacità di interpretazione critica della realtà. Non suonano allora per nulla retoriche (e forse aiutano a capire meglio il significato profondo del titolo) le parole poste a conclusione della nota introduttiva: «Il libro è dedicato ai vecchi e giovani che hanno combattuto e combatteranno quella che è sempre stata la palla al piede del nostro paese, la sua ignoranza e incultura».

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Il volume qui presentato (Alberto Petrucciani. Libri e libertà: biblioteche e bibliotecari nell'Italia contemporanea) contiene una raccolta di saggi in parte già pubblicati altrove, ed è articolato in tre sezioni. La prima è dedicata a La storia delle biblioteche: perché?come? La seconda entra nel vivo della storia della professione bibliotecaria a partire dalla nascita, nel 1930, dell'Associazione dei bibliotecari italiani (che due anni dopo diventerà Associazione italiana per le biblioteche). La terza infine è dedicata ad alcune personalità del mondo bibliotecario italiano.Petrucciani crede fermamente nella continuità culturale della professione bibliotecaria fin dalle sue origini (che lui colloca nel Risorgimento), tuttavia la sua è una visione fortemente marcata da quella prospettiva risorgimentale ben espressa nel famoso slogan “fatta l'Italia, bisogna fare gli italiani”. Si tratta di una visione che presenta, a parere di chi scrive, tratti alquanto utopici, anche se di un'utopia generosa a cui forse non è male far riferimento oggi, in un momento in cui la coscienza nazionale – se mai ve ne è stata una – sembra così smarrita. È vero infatti che la storia (anche bibliotecaria) italiana non è fatta solo di episodi politici umilianti, ma presenta anche una ricchezza culturale che regge a qualsivoglia confronto con il resto del mondo; tuttavia accanto a tanta ricchezza permangono gravi carenze di accesso alla cultura intesa come capacità di interpretazione critica della realtà. Non suonano allora per nulla retoriche (e forse aiutano a capire meglio il significato profondo del titolo) le parole poste a conclusione della nota introduttiva: «Il libro è dedicato ai vecchi e giovani che hanno combattuto e combatteranno quella che è sempre stata la palla al piede del nostro paese, la sua ignoranza e incultura».

Item type: Journal article (Paginated)
Subjects: A. Theoretical and general aspects of libraries and information. > AA. Library and information science as a field.
Date deposited: 21 Aug 2026 06:17
Last modified: 27 Aug 2026 04:33
URI: http://hdl.handle.net/10760/48019

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