Le biblioteche pubbliche in Francia oggi

Bertrand, Anne-Marie Le biblioteche pubbliche in Francia oggi. AIB studi, 2013, vol. 53, n. 1. [Journal article (Paginated)]

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English abstract

Towards the end of the seventies and during the eighties of the last century, France created a new and successful model of library, the médiathèque. At the end of the nineties this much-appreciated and much-reproduced model of library faced a major crisis, mostly because of the advent of the Internet: the culture of dematerialization and disintermediation put to challenge the concept and legitimacy of libraries in France and all over the world. As to the French situation, there are a few several critical points still to be solved. First of all, there isn't a national public library network for the more than 30.000 bibliothèques municipales. In the second place, several new issues aroused around the profession: career advancement today is much more difficult than before; professional training is up to too many different players; and there are too many different library associations. Finally, people generally don't understand “what librarians do”: in the digital age everyone can produce, spread and archive documents – and in the common belief everyone with administrative skills can manage a library. Eventually, since we put a major focus on inclusion, in the library cultural mediators are as important as librarians. Therefore, the French bibliothèques municipales are now looking for a new mission. Foreign models are appealing, and the idea of library as a “third place” is well widespread. But what will be left of traditional library services (e.g. library collections) in a library whose “users are the most valuable collection”? Will its identity be lost among cool and comfortable sofas? Today's library professional debate in France is mostly about the role of library in the society, and we all hope that IFLA WLIC 2014 in Lyon will succeed in putting “libraries on the agenda!” of France too, according to Claudia Lux's incisive motto.

Italian abstract

Tra gli anni Settanta e Ottanta del secolo scorso in Francia venne lanciato un nuovo modello di biblioteca – la cosiddetta “mediateca” – che ha riscosso un notevole successo in patria e all'estero e che è entrato in crisi verso la fine degli anni Novanta. Tra i molti fattori che hanno provocato questa crisi, Internet è sicuramente uno dei più significativi. Con l'avvento di Internet infatti l’immagine e la legittimità della biblioteca vengono messi in seria discussione in Francia come nel resto del mondo. Per quel che riguarda la realtà francese, poi, gli elementi critici sono di varia natura e toccano diversi aspetti della biblioteca. Innanzitutto manca una vera rete nazionale che coordini le 30.000 e più bibliothèques municipales. La professione, poi, si dibatte tra dubbi e interrogativi di ogni genere: la mobilità di carriera è molto più difficile che in passato; la formazione è frazionata e disomogenea; le associazioni professionali sono molteplici e frammentate. Non ultimo, il “mestiere di bibliotecario” rimane un mistero per la maggior parte delle persone comuni: con l’avvento del digitale infatti chiunque può produrre, diffondere e archiviare documenti, e i confini della professione sono tutt'altro che chiari soprattutto da quando, con l’affermazione della cultura del management, ogni impiegato amministrativo è ritenuto in grado di gestire una biblioteca – o da quando, con il nuovo focus sull’accoglienza, vi trovano posto anche professioni più vicine a quella del mediatore sociale e culturale. Di conseguenza, le bibliothèques municipales sono oggi in cerca di proposte alternative e di una nuova definizione della loro mission. Gli esempi stranieri sono seducenti, e il concetto della biblioteca come “terzo luogo” è ormai diffuso anche in Francia. Ma cosa ne sarà dei servizi tradizionali in una biblioteca in cui “la collezione più preziosa sono gli utenti”? Che ne sarà delle collezioni vere e proprie, del suo ruolo culturale, dell'intermediazione informativa? Non c'è il rischio che la sua identità si smarrisca in mezzo alle comode poltroncine di design? Le discussioni che animano oggi il mondo bibliotecario francese vertono principalmente sul ruolo della biblioteca nella società, ed è forte la speranza che il congresso IFLA che si terrà a Lione nel 2014 contribuisca a inserire anche in Francia le biblioteche on the agenda!, secondo l'efficace motto di Claudia Lux.

Italian abstract

Tra gli anni Settanta e Ottanta del secolo scorso in Francia venne lanciato un nuovo modello di biblioteca – la cosiddetta “mediateca” – che ha riscosso un notevole successo in patria e all'estero e che è entrato in crisi verso la fine degli anni Novanta. Tra i molti fattori che hanno provocato questa crisi, Internet è sicuramente uno dei più significativi. Con l'avvento di Internet infatti l’immagine e la legittimità della biblioteca vengono messi in seria discussione in Francia come nel resto del mondo. Per quel che riguarda la realtà francese, poi, gli elementi critici sono di varia natura e toccano diversi aspetti della biblioteca. Innanzitutto manca una vera rete nazionale che coordini le 30.000 e più bibliothèques municipales. La professione, poi, si dibatte tra dubbi e interrogativi di ogni genere: la mobilità di carriera è molto più difficile che in passato; la formazione è frazionata e disomogenea; le associazioni professionali sono molteplici e frammentate. Non ultimo, il “mestiere di bibliotecario” rimane un mistero per la maggior parte delle persone comuni: con l’avvento del digitale infatti chiunque può produrre, diffondere e archiviare documenti, e i confini della professione sono tutt'altro che chiari soprattutto da quando, con l’affermazione della cultura del management, ogni impiegato amministrativo è ritenuto in grado di gestire una biblioteca – o da quando, con il nuovo focus sull’accoglienza, vi trovano posto anche professioni più vicine a quella del mediatore sociale e culturale. Di conseguenza, le bibliothèques municipales sono oggi in cerca di proposte alternative e di una nuova definizione della loro mission.Gli esempi stranieri sono seducenti, e il concetto della biblioteca come “terzo luogo” è ormai diffuso anche in Francia. Ma cosa ne sarà dei servizi tradizionali in una biblioteca in cui “la collezione più preziosa sono gli utenti”? Che ne sarà delle collezioni vere e proprie, del suo ruolo culturale, dell'intermediazione informativa? Non c'è il rischio che la sua identità si smarrisca in mezzo alle comode poltroncine di design? Le discussioni che animano oggi il mondo bibliotecario francese vertono principalmente sul ruolo della biblioteca nella società, ed è forte la speranza che il congresso IFLA che si terrà a Lione nel 2014 contribuisca a inserire anche in Francia le biblioteche on the agenda!, secondo l'efficace motto di Claudia Lux.

Item type: Journal article (Paginated)
Subjects: D. Libraries as physical collections. > DC. Public libraries.
Date deposited: 21 Aug 2026 06:17
Last modified: 27 Aug 2026 04:33
URI: http://hdl.handle.net/10760/48027

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