Baldoni, Elena La gestione delle biblioteche d'autore: un confronto tra realtà italiana e realtà americana. AIB studi, 2013, vol. 53, n. 2. [Journal article (Paginated)]
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English abstract
In Italy, the debate on personal libraries of eminent historic figures intensified in the first decade of 21st century. While the occasional previous studies on the subject were mostly conducted from a liberal arts point of view (i.e. personal libraries were studied either for their rare and precious documents or for bibliographical, biographical, historical, literary and philological purposes) the studies undertaken since 2000 focus on the concept of biblioteca d’autore: its definition, its distinctive features, and what must be done when a private library becomes open to the public. On the other side, the liberal arts approach is still prevailing in English-speaking countries and France, with the exception of a 2010 survey conducted among ARL (Association of Research Libraries) member libraries, investigating the technical procedures applied to personal libraries. This paper analyzes and compares the Italian organization and management process practices and the ARL member libraries practices: the tools employed to ensure visibility in the Internet (OPAC, discovery tools, Web 2.0 tools etc.), the choice between maintenance or alteration of the original organization, the item-level cataloging (characteristics, purposes, standards and cataloging choices). In particular, it focuses on the innovations introduced by the REICAT (Italian rules of cataloging) in the item-level cataloging. In conclusion, today Italy seems to be a step forward USA in the proper management and promotion of personal libraries.
Italian abstract
Il dibattito critico italiano sulle biblioteche d'autore si è intensificato nel primo decennio del XXI secolo. In precedenza le riflessioni sull’argomento erano state sporadiche e caratterizzate da un taglio umanistico piuttosto che da un'impostazione biblioteconomica: i fondi personali venivano studiati in ragione dei singoli pezzi rari o preziosi che conservavano, oppure con finalità bibliografiche, biografiche, storiche, letterarie o filologiche. I convegni e i seminari che si sono susseguiti tra il 2000 e il 2009 si sono invece focalizzati sulla definizione del concetto di biblioteca d'autore, sulla descrizione dei suoi elementi distintivi e sulle problematiche concernenti il trattamento biblioteconomico dei documenti in esse conservati nel momento in cui queste biblioteche da private diventano aperte e fruibili al pubblico. In area francese e anglosassone invece si continua a mantenere la tradizionale impostazione umanistica sull’argomento: l’unica eccezione è un’indagine condotta nel 2010 tra le biblioteche dell’Association of Research Libraries (ARL) con lo scopo di rilevare le procedure tecniche adottate nelle biblioteche d’autore. L’articolo analizza e confronta le soluzioni organizzative e gestionali adottate in Italia e nelle biblioteche afferenti all’Association of Research Libraries: gli strumenti utilizzati per renderle visibili in rete (OPAC, strumenti di ricerca, Web 2.0 ecc.), la scelta di mantenere o meno l’ordinamento originario, la catalogazione d’esemplare (caratteristiche, finalità, normativa di riferimento e scelte catalografiche). In particolare, si sofferma sulle novità introdotte dalle Reicat per la catalogazione d’esemplare. Il confronto fra realtà italiana e realtà americana mette in luce il ritardo delle biblioteche statunitensi nella corretta gestione e valorizzazione delle biblioteche personali.
Italian abstract
Il dibattito critico italiano sulle biblioteche d'autore si è intensificato nel primo decennio del XXI secolo. In precedenza le riflessioni sull’argomento erano state sporadiche e caratterizzate da un taglio umanistico piuttosto che da un'impostazione biblioteconomica: i fondi personali venivano studiati in ragione dei singoli pezzi rari o preziosi che conservavano, oppure con finalità bibliografiche, biografiche, storiche, letterarie o filologiche. I convegni e i seminari che si sono susseguiti tra il 2000 e il 2009 si sono invece focalizzati sulla definizione del concetto di biblioteca d'autore, sulla descrizione dei suoi elementi distintivi e sulle problematiche concernenti il trattamento biblioteconomico dei documenti in esse conservati nel momento in cui queste biblioteche da private diventano aperte e fruibili al pubblico. In area francese e anglosassone invece si continua a mantenere la tradizionale impostazione umanistica sull’argomento: l’unica eccezione è un’indagine condotta nel 2010 tra le biblioteche dell’Association of Research Libraries (ARL) con lo scopo di rilevare le procedure tecniche adottate nelle biblioteche d’autore.L’articolo analizza e confronta le soluzioni organizzative e gestionali adottate in Italia e nelle biblioteche afferenti all’Association of Research Libraries: gli strumenti utilizzati per renderle visibili in rete (OPAC, strumenti di ricerca, Web 2.0 ecc.), la scelta di mantenere o meno l’ordinamento originario, la catalogazione d’esemplare (caratteristiche, finalità, normativa di riferimento e scelte catalografiche). In particolare, si sofferma sulle novità introdotte dalle Reicat per la catalogazione d’esemplare. Il confronto fra realtà italiana e realtà americana mette in luce il ritardo delle biblioteche statunitensi nella corretta gestione e valorizzazione delle biblioteche personali.
| Item type: | Journal article (Paginated) |
|---|---|
| Subjects: | A. Theoretical and general aspects of libraries and information. > AA. Library and information science as a field. |
| Date deposited: | 21 Aug 2026 06:17 |
| Last modified: | 27 Aug 2026 04:33 |
| URI: | http://hdl.handle.net/10760/48031 |
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