Digital humanities e biblioteche

Lana, Maurizio Digital humanities e biblioteche. AIB studi, 2020, vol. 59, n. 1-2. [Journal article (Paginated)]

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English abstract

The beginnings of Digital humanities are complex to delineate but in any case connected with the use of existing libraries (in the Middle Ages or in the 19th century) or with the creation of new libraries at the end of the last century, in the projects of the Index Thomisticus, of Computer assisted tools for Septuagint studies, of the Thesaurus linguae Graecae. The basic methodological imprint, through this multi-temporal and multi-center start, is the study of the texts around which very different disciplines even apparently (or really) distant get in touch with each other. In the international context, this imprint is questioned as it would be exclusionary with respect to a variety of subjects whose horizon ranges from cultural studies, to media studies, to the geopolitical inclusion of the South of the world. The Italian situation, also through AIUCD, the Association of informatica umanistica and digital culture, is characterized instead by the ability to recognize in constantly renewed forms the vital capacity of text and textuality to constitute the connective of a variety of contents and contexts.

Italian abstract

Gli inizi delle Digital humanities sono complessi da delineare ma comunque connessi con l'utilizzo di biblioteche esistenti (nel Medioevo o nell’Ottocento) o con la creazione di nuove biblioteche sul finire del secolo scorso, nei progetti dell'Index Thomisticus, dei Computer assisted tools for Septuagint studies, del Thesaurus linguae Graecae. L'impronta metodologica di fondo, attraverso questo inizio multitemporale e multicentrico, è lo studio dei testi attorno al quale si incontrano discipline molto differenti e anche apparentemente lontane. Nel contesto internazionale questa impronta pur presente viene messa in discussione in quanto sarebbe escludente rispetto a una varietà di temi il cui orizzonte va dai cultural studies, ai media studies, all'inclusione geopolitica del Sud del mondo. La situazione italiana, anche attraverso l'AIUCD, l'Associazione di informatica umanistica e cultura digitale, si caratterizza invece per la capacità di riconoscere in forme costantemente rinnovate la capacità vitale del testo e della testualità di costituire il connettivo di una varietà di contenuti e contesti.

Italian abstract

Gli inizi delle Digital humanities sono complessi da delineare ma comunque connessi con l'utilizzo di biblioteche esistenti (nel Medioevo o nell’Ottocento) o con la creazione di nuove biblioteche sul finire del secolo scorso, nei progetti dell'Index Thomisticus, dei Computer assisted tools for Septuagint studies, del Thesaurus linguae Graecae.L'impronta metodologica di fondo, attraverso questo inizio multitemporale e multicentrico, è lo studio dei testi attorno al quale si incontrano discipline molto differenti e anche apparentemente lontane. Nel contesto internazionale questa impronta pur presente viene messa in discussione in quanto sarebbe escludente rispetto a una varietà di temi il cui orizzonte va dai cultural studies, ai media studies, all'inclusione geopolitica del Sud del mondo.La situazione italiana, anche attraverso l'AIUCD, l'Associazione di informatica umanistica e cultura digitale, si caratterizza invece per la capacità di riconoscere in forme costantemente rinnovate la capacità vitale del testo e della testualità di costituire il connettivo di una varietà di contenuti e contesti.

Item type: Journal article (Paginated)
Keywords: digital humanities; digital libraries; AIUCD
Subjects: A. Theoretical and general aspects of libraries and information. > AA. Library and information science as a field.
Date deposited: 21 Aug 2026 06:18
Last modified: 27 Aug 2026 04:33
URI: http://hdl.handle.net/10760/48193

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