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<othersabs xmlns="http://eprints.org/ep2/data/2.0"><item><othabstracts>Biblioteche di tutto il mondo stanno spendendo cifre sempre crescenti per acquisire e fornire accesso a risorse elettroniche di ogni genere. In più quelle biblioteche dedicano quantità crescenti di risorse umane ad informare e istruire i propri utenti sull'uso delle risorse elettroniche. Il maggior problema che si presenta oggi alle biblioteche è la conservazione e la trasmissione in avanti nel tempo della memoria dell'umanità. Questo compito è stato assunto, di solito implicitamente, da molte generazioni di bibliotecari e archivisti. La risposta è affidata a ricerche innovative e di forte impegno intellettuale – in particolare abbiamo bisogno di un'enumerazione e di una tassonomia del Web e di Internet. Potremmo combattere questo trionfalismo elettronico intraprendendo una seria enumerazione e tassonomia del Web e della rete, finalizzate a identificare e isolare quei documenti e quelle risorse che vale la pena di catalogare e conservare. Punto di partenza dovrebbe essere la grande idea del controllo bibliografico universale, proposta per la prima volta più di un quarto di secolo fa, secondo cui le singole biblioteche, regioni e paesi cooperano per produrre e condividere le registrazioni senza ridondanza. Poi c'è il problema della catalogazione e dei metadati. I metadati sono un tentativo sconsiderato di trovare una sorta di terza via tra il deserto dei motori di ricerca e della ricerca a testo libero e la grande architettura del controllo bibliografico che i bibliotecari hanno sviluppato negli ultimi centocinquant'anni.</othabstracts><language>it</language></item></othersabs>
