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<othersabs xmlns="http://eprints.org/ep2/data/2.0"><item><othabstracts>L’accesso in rete alla letteratura scientifica permette nuove possibilità di valutazione. Accanto all’informazione certificata si aprono spazi per letteratura grigia.
La certificazione da parte dei pari può diventare trasparente e partecipata. Si può elaborare un nuovo criterio di valutazione dalla rivista e del singolo lavoro basato sulla quantizzazione degli accessi “motivati”. Vantaggi e svantaggi di nuove metodiche sono analizzabili e devono essere analizzati.
Questo vuol essere un contributo ad una discussione sul valore oggettivo delle pubblicazioni scientifiche in rete valutato nell’interesse dell’utenza e nasce dalla collaborazione di due esperti bibliotecari in campo
universitario e di un docente inserito da molto tempo nella prassi scientifica di laboratori nazionali ed internazionali, tutti e tre responsabili della conduzione della Biblioteca Digitale della Sapienza. Il nostro lavoro è orientato dalla necessità di condurre una scelta qualitativamente ed economicamente oculata delle risorse da acquisire per un’utenza che apprende e che produce cultura scientifica. L’argomentazione è limitata al campo generale, ma non omnicomprensivo, delle scienze sperimentali.
L’ipotesi che ha motivato questo lavoro nasce dalla necessità di verificare se la pratica della biblioteca digitale abbia confermato o invalidato IF come paradigma del giudizio di valore per operare le scelte negli acquisti. I dati che presentiamo sembrano indicare che IF è insufficiente per questa necessità e deve essere almeno integrato dall’analisi delle statistiche di utilizzazione delle diverse riviste.
Terminiamo con alcuni punti schematici e due proposte che presentiamo alla comunità di bibliotecari e docenti che si è costituita spontaneamente e che oggi coopera, nella consultazione e nei fatti, nella gestione della biblioteche digitali delle istituzioni scientifiche italiane.</othabstracts><language>it</language></item></othersabs>
