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<othersabs xmlns="http://eprints.org/ep2/data/2.0"><item><othabstracts>Sul finire degli anni Ottanta, l’Università di Firenze annoverava al suo interno ben 21 biblioteche e 77 fondi librari, taluni prestigiosi, ma isolati. Il linguaggio comune di questa "piccola Babele" fu individuato nel Servizio bibliotecario nazionale. Si costituiva un Gruppo di raccordo operativo, con il compito di individuare gli standard operativi omogenei e di svolgere il ruolo di tutor nelle singole unità. È in questo contesto che viene affrontato per la prima volta il problema relativo al controllo dei punti di accesso al catalogo, cercando di promuovere un apparato di termini controllati mediante la costituzione di un’authority list di polo per gli autori greci, latini, dell’oriente antico, del periodo medioevale e umanistico; per i titoli uniformi di opere di autori classici e anonime e per le voci di soggetto.</othabstracts><language>it</language></item></othersabs>
