I nomi multipli sono “etichette” che l’avanguardia degli anni Settanta e Ottanta propose per un uso seriale. Comunemente si tratta di nomi personali, inventati o reali, che ciascuno può adottare come identità; l’idea base è creare un corpus di opere artistiche usando l’identità inventata. L’idea è creare una “situazione aperta” per la quale nessuno in particolare è responsabile, al fine di esaminare e distruggere le nozioni filosofiche occidentali di identità, individualità, valore, verità. Dal punto di vista catalografico, il nome è formalizzato, tendenzialmente univoco e uniforme, ma riprendendo le categorie di entità delineate in FRBR, ci si accorge che i multiple names non rientrano in nessuna di esse. Non si tratta né di persone fisiche né di enti.