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<othersabs xmlns="http://eprints.org/ep2/data/2.0"><item><othabstracts>Mentre i primi anni del nuovo millennio volgono alla fine noi ci ritroviamo parte di un’era che ha rivoluzionato teoria e pratica della biblioteconomia. Chiunque abbia iniziato la professione prima degli anni ’90 non avrebbe certo potuto essere preparato a cio’ che ha originato la nascita e la proliferazione di quelle che noi chiamiamo "risorse elettroniche". La massa di materiale disponibile in Internet, travolgente e in espansione, e’ stata motivo di timori per la nostra professione. Secondo studi condotti dallo staff di OCLC, al 30 Giugno 2001, il "public Web" includeva piu’ di 3.1 milioni di siti, dimostrando un incremento del 6% rispetto all’anno precedente. Il Web nel suo insieme e’ cresciuto del 18%, raggiungendo un totale di circa 9 milioni di siti. Sebbene lo studio di OCLC dimostri che crescita in percentuale cominci a diminuire, l’enormita’ del materiale gia’ presente sul Web e accumulabile giorno per giorno costituisce una sfida senza precedenti per la professione chiamata alla tradizionale responsabilita’ di organizzare, fornire accesso e preservare l’informazione. Altro dato significativo: l’archivio Internet ha, dal 1996 ad oggi, accumulato piu’ di 10 miliardi di dati e cresce ad una percentuale di 10 terabytes al mese, tanto da eclissare la quantita’ di dati contenuta in qualunque biblioteca del mondo, compresa la Library of Congress.</othabstracts><language>it</language></item></othersabs>
