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<othersabs xmlns="http://eprints.org/ep2/data/2.0"><item><othabstracts>Alla fine degli anni '70 era stata individuata la necessità che i diversi stati nazionali partecipassero direttamente alla produzione di proprie banche dati specializzate. In quegli anni veniva formulato in seno all’IFLA il progetto-obiettivo dell’Universal Availability of Publications (UAP), che includeva l’esigenza di promuovere un sistema mondiale per lo scambio di informazioni bibliografiche e lo sviluppo del prestito interbibliotecario, trascendendo però questi concetti, e considerando l’accessibilità in tutti i suoi aspetti e a tutti i livelli. L’attuale sviluppo delle reti telematiche e l’ampia diffusione di Internet ha accresciuto le aspettative di realizzazione di un “servizio universale”. L’evoluzione dei sistemi bibliografici e di meta/multi opacs e l’ampia possibilità di ottenere documenti in testo completo e materiale non pubblicato - letteratura grigia e informazione grigia – tramite la rete, suggeriscono nuovi criteri di definizione di documenti primari e secondari e nuovi modi di considerare le tradizionali funzioni di riferimento e di accesso ai contenuti. Il Web può essere considerato come una rete di citazioni in cui le tradizionali unità documentarie e le rispettive citazioni sono sostituite dalle pagine web e dai relativi hyperlink. L’Information Society Forum (ISF), il principale organismo di consulenza dell’Unione Europea sullo sviluppo dell’information society, ha definito il “servizio universale” come l’insieme delle esigenze e della domanda di informazione e comunicazione nella società per l’interesse pubblico e privato. La nuova utopia, «a European way for the Information Society» ora si aggiunge, senza sostituirle, alle precedenti utopie negli studi sull'informazione e documentazione.</othabstracts><language>it</language></item></othersabs>
