Vale la pena riflettere sul peso che in questo scorcio di fine Millennio sembra assumere un indirizzo editoriale statisticamente rilevante, e cioè la produzione ricca e geograficamente diversificata di dizionari e terminologie di specialità. Tale linea di tendenza che alcuni tesauri già rappresentano sembra porsi come complementare rispetto alle ricerche sui linguaggi universali per la traduzione automatica, destinati invece a promuovere la pantraducibilità e a controllare il fantasma di Babele. Alcuni tra i prodotti documentari diversamente rappresentativi dei nodi problematici qui individuati per il Nuovo Millennio: EURODICAUTOM, La Términologie de l’éducation, Unl - il software interlinguistico universale. Tre prodotti incentrati sulle tecnologie della comunicazione e sulle applicazioni della linguistica computerizzata, destinati a trattare ambiti di specialità per i fondamentali della società del 2000: la politica, l’educazione, la comprensione tra i popoli. Il tesauro multilingue sembra erodere dall’interno i cardini stessi della costruzione del tesauro, un ambito di ricerca questo che coinvolge sempre più le competenze e le responsabilità del lessicografo, figura che però non trova ancora un suo vero spazio professionale nella complessità delle LIS.