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<othersabs xmlns="http://eprints.org/ep2/data/2.0"><item><othabstracts>Dopo aver ricordato i motivi per cui i monaci coltivarono la trascrizione dei codici si rievocano, con alcuni esempi, l’attività delle officine scrittorie e il conseguente incremento delle raccolte librarie abbaziali, che dalla sagrestia passarono al chiostro per approdare infine, in epoca umanistica, ad una sala vera e propria, dotata di appositi plutei e scaffali. Nella seconda parte si corrobora l’esposizione con la rievocazione, in ambito locale, in qual modo i monaci dell’abbazia di Santa Giustina si comportarono nei riguardi della cultura. Un notevole interesse verso la produzione libraria si ebbe, in epoca umanistica, in seguito alla riforma operata dall’abate Ludovico Barbo, infatti da quel momento si attivarono i laboratori dei copisti, si produssero opere letterarie, si collaborò nell’edizione di manoscritti e si incrementarono le raccolte librarie.</othabstracts><language>it</language></item></othersabs>
