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<othersabs xmlns="http://eprints.org/ep2/data/2.0"><item><othabstracts>Nel 1998 l'espressione open-source software comincia a circolare nell'ambiente dei programmatori. Il concetto di free software (nell'accezione di libero, non di gratuito) vanta una vita ben più lunga, tuttavia il termine open, ideologicamente meno caricato di free, ha avuto un successo insperato, tanto da aprire le porte dell'industria e dei servizi basati sullo sviluppo di ICT. Anche nell'ambito della comunicazione scientifica, e più specificamente della disseminazione dei risultati della ricerca tramite pubblicazioni, le nuove tecnologie hanno portato allo scoperto la crisi del modello tradizionale, basato sui costosi servizi delle multinazionali dell'editoria, ed offerto soluzioni alternative per l'open access tramite gli open archives. L'infrastruttura tecnologica, basata sul protocollo OAI-PMH, rende interoperabili gli archivi aperti e prelude alla creazione di un enorme archivio mondiale distribuito della letteratura scientifica. La relazione illustrerà alcuni esempi pratici di implementazione, il case E-LIS presso il CILEA ed il progetto AEPIC - OA, una piattaforma nazionale per gli archivi aperti italiani.</othabstracts><language>it</language></item></othersabs>
