<?xml version="1.0" encoding="UTF-8" ?>
<othersabs xmlns="http://eprints.org/ep2/data/2.0"><item><othabstracts>La definizione della "postura" epistemologica delle Scienze dell'informazione è una problematica che ha costantemente interessato ricercatori e studiosi lungo tutto il corso
del '900, spesso districandosi in un cammino tortuoso di ma e distinguo rispetto ad altri campi del sapere. La stessa assunzione terminologica, diversifi cata geografi camente negli anni '70, ha rivelato di volta in volta la difficoltà degli epistemologi a caratterizzare definitivamente tale dominio della conoscenza in modo univoco e condiviso. Gli studiosi hanno prospettato la/le Scienze dell'informazione ora come un insieme plurale e complesso con proprietà trasversali e interdisciplinari, ora come un territorio più operativo e tecnologico che logico, ora come grandezza autonoma, ora come scienza derivativa dall'ampio alveo delle scienze biblioteconomiche, oscillando continuamente tra i concetti di appartenenza e derivazione. E la teoria dell'"epistemologia sociale" di Hauk Shera ne è una illustre testimonianza, come pure il dibattito italiano a metà degli anni '80 tra Paolo Bisogno e Alfredo Serrai.</othabstracts><language>it</language></item></othersabs>
