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<othersabs xmlns="http://eprints.org/ep2/data/2.0"><item><othabstracts>Si delineano luci e ombre dell'industria editoriale italiana che stenta ad imboccare con decisione la strada della competizione a livello internazionale sul piano dell'innovazione. Questo, nonostante che recentemente siano intervenute innovazioni legislative che hanno tentato, con esiti forse non del tutto congrui, di rinnovare il settore. Ci troviamo di fronte ad una situazione a macchia di leopardo, con presenza di aziende di grandi dimensioni e
di livello internazionale, insieme a piccole aziende di nicchia. In un contesto di mercato strutturalmente debole, partono iniziative ancora di livello sperimentale, con lo scopo di saggiare le reazioni del pubblico, individuare le rigidità, le aspettative, fare l'identikit del possibile consumatore. Non possiamo forse ancora intravedere sicure prospettive di mercato. E, fra produttori con nuovi ruoli e utenti che usano strumenti e modalità nuove di lettura, ancora una volta bibliotecari e documentalisti si trovano a svolgere una funzione di mediazione che tante volte è stata data per finita in questi anni e che invece sembra sempre rinascere.</othabstracts><language>it</language></item></othersabs>
