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<othersabs xmlns="http://eprints.org/ep2/data/2.0"><item><othabstracts>I ricercatori e i docenti delle università che diventano editori di se stessi in un circuito parallelo a quello dell'editoria accademica "tradizionale" fatta di grossi editori, perdita dei diritti d'autore ed esborsi consistenti da parte degli enti pubblici finanziatori della ricerca per ricomprare il frutto del lavoro della comunità scientifica, da essi stessi messa nelle condizioni di operare. Un'ipotesi suggestiva, quasi una provocazione lanciata da S. Harnard che ha catalizzato l'interesse e acceso il dibattito fra la cinquantina di esperti bibliotecari, ricercatori, librai, editori e produttori di software invitati a discutere insieme in occasione del Seminario Internazionale Scholarly communication reconsidered, iniziativa di varie istituzioni unite nel comune progetto denominato DAFNE (District Architecture for Networked Edition). L'obiettivo di DAFNE è quello di creare un prototipo di una struttura nazionale per la produzione di periodici elettronici volti a valorizzare la produzione scientifica italiana, specie quella in campo umanistico.</othabstracts><language>it</language></item></othersabs>
