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<othersabs xmlns="http://eprints.org/ep2/data/2.0"><item><othabstracts>Le presenti riflessioni scaturiscono dalla partecipazione al seminario Preserving the Record of Science, svoltosi nel febbraio scorso a Parigi presso la sede dell'UNESCO, organizzato da ICSTI, CODATA e ICSU, che ha radunato oltre 80 partecipanti da differenti organizzazioni e Paesi, in rappresentanza di interessi diversi nel campo della scienza. Tema ricorrente del meeting è stato il necessario incoraggiamento diretto agli scienziati a comprendere l'importanza dell'archiviazione dei propri contributi e a rendersi conto dell'effettivo valore della raccolta che tale procedura consente di creare. C'è stata una notevole discussione anche sui vari ruoli richiesti dall'attività di preservation e su quali persone e istituzioni debbano farsi carico di tale responsabilità. Opinioni differenti sono poi emerse circa la selezione dei dati da conservare: la distinzione tra memoria e conservazione, applicate ai risultati di attività scientifiche, necessità di ulteriore chiarimento, mentre è apparso chiaro da tempo che l'archiviazione digitale è un'attività costosa e che gli enti finanziatori hanno diritto di chiedere giustificazione dei costi.</othabstracts><language>it</language></item></othersabs>
